Un tempo di 12-15 mesi per creare un osservatorio dedicato al rapporto tra disuguaglianze sociali e consumi, con uno sguardo attento alle implicazioni per la transizione ecologica.
Perché un osservatorio? Perché la crisi climatica viene spesso raccontata come una sfida che riguarda tutti allo stesso modo. In realtà, come mostrano i dati, non tutti contribuiamo al cambiamento climatico nella stessa misura e non tutti ne subiamo le conseguenze con la stessa intensità. L’1% più ricco della popolazione mondiale è responsabile di circa il 15% delle emissioni globali di CO₂, mentre milioni di persone con un’impronta ecologica molto più bassa pagano il prezzo più alto: bollette sempre più care, trasporti insufficienti, abitazioni energivore, cibo sano sempre meno accessibile (CNMS, 2021).
La vera sfida è costruire una transizione giusta, capace di ridurre insieme emissioni e disuguaglianze: riconoscere consumi essenziali da garantire come diritti e consumi di lusso da ridurre, e progettare politiche climatiche che tengano conto delle diverse condizioni di partenza.
Un’analisi comparata di 12 paesi europei mostra che l’Italia si colloca in una posizione peculiare: un capitale economico medio e un capitale culturale relativamente basso si traducono in un minore impegno in pratiche eco-sostenibili, soprattutto quando richiedono scelte come ridurre il consumo di carne o evitare l’aereo. Eppure, l’Italia eccelle nella raccolta differenziata (96% di partecipazione), a dimostrazione che infrastrutture e politiche pubbliche possono fare la differenza (Dudka, Forno & Magnani, 2025).
Due punti fondamentali orienteranno il lavoro dell’osservatorio.
Primo: la sostenibilità non può essere un privilegio per chi può permettersi pannelli solari, cibo biologico e mezzi pubblici efficienti.
Secondo: la transizione ecologica ha bisogno di spazi di partecipazione democratica. Non può essere imposta dall’alto, né lasciata alla sola iniziativa individuale o al mercato. Ha bisogno di luoghi in cui cittadini, associazioni, imprese e ricerca possano condividere responsabilità e sperimentare alternative.
Con questo osservatorio vogliamo monitorare le disuguaglianze nei consumi e nelle pratiche quotidiane, interrogandoci su come le politiche pubbliche possano ridurle. Perché la domanda non è soltanto come affrontare la crisi climatica. La vera domanda è con chi e per chi vogliamo costruire il cambiamento. Se la transizione lascia indietro una parte della società, non sarà una vera transizione.
Nei prossimi mesi raccoglieremo qui analisi, dati e approfondimenti. Invitiamo chiunque sia interessato a contribuire alla costruzione dell’osservatorio a contattarci e inviarci segnalazioni, riflessioni e proposte. L’osservatorio vuole essere uno spazio aperto: crescerà grazie al contributo di tutti.
Per approfondire
- Problemi ambientali, soluzioni sociali – Centro Nuovo Modello di Sviluppo (2021)
- Clima ingiusto. Il welfare per un patto eco-sociale – Carrosio e Cogliati Dezza (Donzelli, 2025)
- Environmentalism by condition or by conviction? The case of Italy – Dudka, A., Forno, F., Magnani, N. (Palgrave, 2026)
